Il Super Bowl è l’incontro che assegna il titolo di campione della National Football League (NFL), la lega professionistica statunitense di football americano. (Wikipedia)
Stasera l’America va in stand by. Il motivo? Il quarantaseiesimo Super Bowl di football e, evento nell’evento, per l’usuale spettacolo d’intervallo quest’anno è prevista la presenza di Madonna Ciccone. Era un po’ che la signora del pop mancava dalle scene, calcate oramai solo dall’onnipresente Lady Gaga e dall’iper-attiva Rihanna. La star coglie l’occasione per presentare il nuovo singolo Give me all your luvin’, in uscita in questi giorni, apripista del nuovo abum MDNA che vedrà la luce il prossimo 26 marzo.
Nel video, è accompagnata dal coro sguaiato di M.I.A. (sì, proprio lei, sarebbe interessante chiederle perché ha acconsentito a un tale scempio) e da quella baraccona di Niki Minaj. Non ci sono solo due delle star più en vogue del panorama musicale internazionale nella nuova fatica della Material Girl, ma anche tanta moda, manco a dirlo.
Antesignana delle mode, pioniera dell’emancipazione dei costumi, icona di intere generazioni e musa di stilisti, Madonna Ciccone di sicuro negli anni ha apportato grandi cambiamenti, oltre che nel panorama musicale, anche e soprattutto nell’evoluzione del costume e del gusto comune. Ne ha fatta di strada quella ragazzina che poco più che ventenne si trasferisce da Bay City nel Michigan a New York City. La 5th Avenue diverrà, anni dopo, set del suo famoso autostop-nudo. Dotata di grande intuito e favorita da un’epoca storica in cui tutto era ancora da sperimentare, la signorina Ciccone si lancia nell’oceano dello showbiz e negli anni tra l’82 e l’84 lancia le sue prime hit-singles: da Everybody alla fortunatissima Lucky Star, fino a Holiday e Borderline. La fama mondiale, però, arriverà col secondo album, la cui title track, Like a virgin, la catapulta nell’olimpo delle star a soli ventisei anni. Scarse le doti canore, ma immense quelle imprenditoriali, Madonna ha attraversato con scioltezza invidiabile tre decadi di moda, musica e cinema (le velleità cinematografiche, per fortuna, si contano sulle dita di una sola mano!). Il sodalizio modaiolo con Jean Paul Gaultier è uno dei più longevi della storia della moda: tutto ebbe inzio in quel 1990 in cui lo stilista francese crea gli abiti di scena per il Blonde ambition tour conscio di aver impresso per sempre nella mente di tutti l’immagine delle celeberrime coppe a cono del bustino della cantante. Sempre del 1990 è l’immortale Vogue, che più che un video sembra un cortometraggio: ambientato nel mondo della fotografia e del cinema, il video attinge a piene mani dalla moda dell’epoca, con una Madonna sicura di sè ed elegantemente vestita di tailleur, pizzi e trasparenze in nero. Nonostante dal punto di vista musicale i suoi anni Novanta siano tranquillamente sorvolabili, particolare menzione merita Ray of light, indubbiamente uno dei lavori più belli mai realizzati da Madonna in quel fatidico 1998 alla soglia dei quarant’anni. Nuovo cambio di look: per l’occasione infatti la cantante riscopre uno spiritualismo che fa subito tendenza; una nuova filosofia-religione-culto che attinge a piene mani dal Buddhismo e, come la conversione poco dopo evidenzierà, dalla Kabbalah. La sobrietà e il monocromo di Frozen e The power of goodbye verranno poi smentiti nel’eccessivo e troppo (troppo!) kitsch cow-girl style di Don’t tell me: l’ingresso di Miss Ciccone nel nuovo millennio non è dei più sobri, ma subito attira l’attenzione di mezzo mondo e fa decollare i fatturati delle aziende produttrici di camperos texani, che vivono la loro nuova primavera.
I cambi di look sono il marchio di fabbrica di Madonna e la moda italiana la vuole protagonista di numerose campagne pubblicitarie. A cominciare da Gianni Versace che ne utilizza l’immagine a partire dal 1995; dopo la scomparsa dello stilista, Madonna poserà nuovamente per la maison italiana nel 2005. Prima star ad avviare una partnership col marchio svedese H&M nel 2006, nel 2009 poserà per l’intera collezione autunno-inverno di Louis Vuitton, per poi approdare al made in Italy di Dolce & Gabbana nel 2010, con i quali lo stesso anno firmerà anche la sua personale linea eyewear MDG Sunglasses dopo aver posato per la campagna pubblicitaria autunno-inverno.
Madonna fotografata da Steven Maisel, Versace 1995
Madonna fotografata da Mario testino, Versace 2005
La Madonna del 2012 potrebbe tranquillamente essere scambiata per la sua fotografia che, dopo essersi animata e debitamente ritoccata con photoshop, cammina in mezzo a noi. In Give me all your luvin’ c’è talmente tanto ritocco da far impallidire le animazioni della Pixar, ma come da copione, le aspettative sono altissime. Inseguita e placcata da un’intera squadra di football, preview dell’esibizione di stasera, si dimena in succinti vestitini (avere 53 anni e non sentirli, insomma) e indossa Prada e Giuseppe Zanotti, giusto per non tradire la sua vera vocazione modaiola. Affiancata, come già detto, da una non-proprio-sobria M.I.A e da quell’incommentabile di Niki Minaj ci trasporta verso il nuovo MDNA che suona come un qualsiasi dischetto di nuova generazione. Per lo meno a primo impatto.
Che sia il caso di lasciare spazio alle nuove leve dopo cotanta onorata carriera? Sarà l’immancabile verdetto di iTunes a dircelo tra un paio di mesi.
















