Adele: Rolling with the Grammys

13 febbraio 2012, agli oscar della musica americana trionfa Adele, con un premio vinto per ognuna delle sei nomination che la vedevano protagonista: la ventireenne inglese sbanca. Nell’edizione numero 54 dei Grammy Awards, assegnati a Los Angeles e dedicati alla neo-scomparsa Whitney Houston, trionfa l’eleganza e la sobrietà di un’artista che non ha bisogno di scioccare per farsi ammirare, non ha bisogno di ostentare per essere a tutti i costi sulla bocca di tutti. Non solo, la serata segna anche il ritorno sul palco della cantante dopo la degenza post-operatoria con Rolling in the deep. Non mancava proprio nessuno allo Staple Centre di Los Angeles: da Katy Perry in Elie Saab Couture, ad una Lady Gaga in versione cavaliere dello zodiaco by Versace, fino al rude boy Chris Brown, tenuto a debita distanza dall’ex fidanzata Rihanna in Armani. È stata la serata del ricordo e del riscatto, e non parlo di Whitney (pace all’anima sua) ma del Rock. Coi cinque premi vinti dai Foo Fighters, il mondo della discografia americana si risveglia dal torpore a base di pop e bolle di sapone degli ultimi anni. A mettere in scena la nuova primavera del rock, la performance dei Coldplay che, nonosatante la presenza di Rihanna sul palco, emoziona il pubblico presente in sala. Il perché non lo sappiamo, ma va bene così. Bottino magro, anzi nullo, per la signora Germanotta: Lady Gaga, sorriso di circostanza e lacrima pronta a celebrare l’amica-collega Adele, accantonato il guscio e l’eccentrica entrata in grande stile dell’anno scorso, non fa incetta di premi, ma solo di nominations. Provaci ancora, Gaga.

La vera protagonista, però, è lei: Adele Laurie Blue Adkins, che riesce a portare a casa, tra gli altri, gli ambiti best record of the year, per il successo discografico di Rolling in the deep, best pop solo performance per Someone like you, e il più importante: album of the year per il fortunatissimo 21. Nata a Londra nel 1988, si affaccia sul mercato discografico con Chasing pavements singolo d’esordio che nel 2008 lancerà il suo primo lavoro 19, riscuotendo un discreto successo a livello mondiale. La fama, però, arriva solo tre anni dopo con la consacrazione ad opera di 21. Elegante, misurata, sobria e mai eccessiva, Adele è figlia del nuovo filone brit tutto al femminile che vede il Regno Unito in prima linea a sfornare talenti, tra i quali Duffy ed Amy Winehouse.
L’occhio clinico della moda intuisce subito che lo stile vagamente retro della cantante inglese può fare scuola, e non contano probabilmente nulla le recenti esternazioni di Karl Lagerfeld che sentenzia:

“Preferisco Adele e Florence Welch, ma come cantante moderna Lana Del Rey non è male. Il fenomeno del momento però è Adele. È un po’ troppo grassa ma ha un bellissimo viso ed una voce divina.”

Della sua fisicità Adele non ha mai fatto mistero, e il suo stile detta legge. Armani la veste in lungo alla cerimonia dei Grammy e Vogue America, quasi a voler smentire l’affermazione dello stilista francese, la celebra in tutta la sua bellezza sulla copertina del numero di marzo, fotografata da Mert Alas e Marcus Piggott. Da anni ormai, la rivista americana, grazie alla potente intuizione di Anna Wintour nei primi anni Novanta, preferisce in copertina le celebrities piuttosto che le super modelle.  Si è discusso a lungo sulla fisicità delle ragazze da mettere in copertina o da far sfilare alle fashion week di tutto il mondo, fino alla decisione drastica di alcuni anni fa del governo spagnolo di fissare per legge peso e taglia delle modelle. Ipocrisie a parte, il modello bello-sano di Adele è una ventata d’aria fresca, che scalza gli eccessi e le avanguardie (vere o presunte) di Gaga e socie, e riporta la femminilità in primo piano. La donna che per essere attraente non deve essere necessariamente nuda o imbrigliata come un cavallo in versione S&M, tanto per citarne una. Vero Rihanna?

La serietà e la compostezza tutta inglese di Adele trionfano sul cattivo gusto e su certa moda banale e fashionista a cui ci hanno abituato da alcuni anni a questa parte molte celebrities. La consacrazione alla cerimonia musicale più importante d’America è solo l’inizio, sperando che ci sia someone like you a portare avanti la tua causa, Adele.
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